MAMMA ANSIA NON VA IN VACANZA

Ormai è risaputo che, nonostante la mia forza e determinazione, devo fare i conti con una carica di ansia che mi accompagna da sempre. Ansia che si manifesta in maniera preventiva, ovvero io mi preoccupo PRIMA cha accadano i fatti, PRIMA di affrontare un problema, PRIMA e comunque. E spesso per niente.

Non posso farci nulla, non posso controllarla, l’ansia, posso solo cercare di gestirla e imparare a conviverci. E cercare in tutti i modi di far si che le mie figlie non ereditino questo pessimo aspetto della mia personalità, anche se sarà dura. Perchè si manifesta (e si è sempre manifestata) in tutti i campi, dalla salute, agli impegni economici, al lavoro, a quello che pensa la gente, ai programmi che faccio e agli imprevisti che subiranno, insomma, sono ansiolitica per natura.

Due anni fa, ad esempio, è successo che pochi giorni prima di partire per la Sardegna, Sveva aveva contratto la varicella. Ora, erano mesi che io predicevo questo evento, che, come una specie di automaledizione, si è avverato proprio nel modo in cui la mia ansia lo aveva previsto, cioè a ridosso delle vacanze.

Durante gli ultimi mesi di scuola, ogni volta che qualche bambino era assente per varicella, facevo il conto dei possibili giorni di incubazione e dicevo a Stefano: “…vedrai che la prende per le vacanze”, “vedrai…” “vedrai…”… e infatti abbiamo visto. E Stefano mi ha detto che me la sono tirata.

Non vi dico l’umore pre-partenza e i pianti che ho fatto dal pediatra, che secondo me è ancora allucinato dal mio comportamento melodrammatico in cui supplicavo aiuto, che si è tramutato in una specie di consulto psichiatrico per madri isteriche e in un omaggio di campioncini di creme solari schermo totale, che è servita una borsa solo per quelle. E non vi dico nemmeno l’agitazione. E l’Ansia. Sì, l’ANSIA, perchè ero certa che ci saremmo rovinati le vacanze.

Ansia di presagi, puntualmente disattesi: fu una vacanza stupenda, come avevo raccontato anche sul blog in MEMORIES OF SARDEGNA.

Il mare, si sa, è salvifico, e aveva guarito le crosticine ormai del tutto formate, come se quell’acqua salata fosse in realtà Acqua Santa.

A distanza di due anni, quest’estate siamo tornati in Sardegna, una settimana da sogno, anche perchè essendo le bambine più grandicelle, e noi più esperti e organizzati per le vacanze con i bambini, abbiamo potuto fare la vera “beach life”, ogni giorno alla scoperta di una spiaggia nuova e di nuovi colori.

Ma Mamma Ansia non va in vacanza. E vi racconto perché.

Naturalmente, due anni fa Emma NON aveva contratto la varicella da sua sorella, perciò secondo i miei presagi avrebbe potuto essere il suo turno, in una specie di “maledizione della Sardegna”, scenario tra l’altro fertile per le mie ansie in agguato. Inoltre, da quando abbiamo prenotato, è stato tutto un susseguirsi di compagni di scuola che stavano assenti per varicella, poi per scarlattina, poi per streptococco. Un incubo.

Ma questa volta mi sono morsicata la lingua, e ad ogni notizia di virus, deglutivo e restavo in silenzio. Pensavo alla vacanza che si avvicinava, ma non ho mai pronunciato la parola “VEDRAI”. Che poi finiva che la colpa era mia che mi porto sfiga da sola.

E così, lavorando su me stessa, e cercando di scrollarmi di dosso i cattivi pensieri, è arrivata la vigilia della partenza ed eravamo sani come pesci.

Ma si sa, per Mamma ansia, l’imprevisto è dietro l’angolo, e anche se saremmo andati in Costa Smeralda, dove vicino all’hotel c’era la guardia medica, la farmacia comoda in paese e tutto il necessario… vuoi partire senza essere attrezzata per ogni evenienza?

Quando Stefano mi ha visto preparare il beauty delle medicine e dei dispositivi di primo soccorso, mi ha minacciato di non caricarlo, perchè adesso che finalmente eravamo liberi da passeggini, biberon e pannoloni, avrei dovuto imparare a viaggiar leggera. E che se qualcosa ci fosse servito per qualche fuori programma, non eravamo nel deserto e l’avremmo comprato al bisogno.

“Ok”, mi sono detta. Quale migliore occasione per svuotare la testa, da ogni pensiero e riempire la valigia solo dello stretto necessario? Una sola (maxi) valigia per tutti e 4, vestiti comodi per il mare arrotolati per occupare meno spazio, tanti costumi per il mare, occhiali da sole e cappelli di paglia. Qualche cambio per la cena e la valigia era chiusa. Unica eccezione: i giochi per il mare delle bimbe, una valanga.

In realtà un’altra piccola eccezione me la sono concessa, talmente piccola che Papà Stefano non si è neanche accorto: è un piccolo gioiellino che mi è arrivato da testare da un’azienda, che di Mamme Ansia sicuramente la sa lunga.

Si tratta di OBLUMI TAPP: è un dispositivo poco più grande di un pollice, che si attacca direttamente al cellulare (dove si inseriscono gli auricolari), e serve a misurare la temperatura. In poche parole è un piccolo termometro a infrarossi, in grado di registrare la temperatura corporea nel canale uditivo, oppure sulla fronte. Tramite un’app che potete scaricare gratuitamente sul vostro smart phone, si crea un profilo del bambino, con peso e età, così potrete visualizzare la temperatura registrata e tenere una cronologia dell’evoluzione della temperatura.

La App di Oblumi può suggerirvi poi il dosaggio dei medicinali comunemente usati per abbassare la febbre (paracetamolo e ibuprofene), calcolati in base ai dati che avete inserito e potrete impostare la sveglia per gli orari di somministrazione delle medicine. Infine, il dispositivo è anche in grado di misurare la temperatura dei liquidi, il che può essere utile soprattutto per le Mamme Ansia di neonati.

Il tutto comodamente trasportabile nella sua mini custodia, da portare con sè quando si è fuori casa e non ci si può portare dietro una farmacia ambulante.

Fortunatamente non abbiamo avuto bisogno di usarlo durante le vacanze, ma e’ davvero comodo da tenere sempre in borsetta, per qualsiasi emergenza. E se siete un pò ipocondriache come me, vi sentirete più tranquille e padrone della situazione.

Se volete saperne di più potete visitare il sito www.oblumi.com e ordinare il vostro dispositivo… sperando che non ne abbiate troppo bisogno e che ve lo dimentichiate in borsetta, o nello zaino delle vacanze, insieme all’ansia, proprio come ho fatto io!

Chiara