Il nostro primo Halloween

Non è che come ricorrenza Halloween mi faccia proprio impazzire…
Io, che sono così legata a certe tradizioni, date e ricorrenze, e che cerco con tutta me stessa di trasferirle più che posso nei buoni ricordi delle mie figlie, ad Halloween proprio non ci avevo mai pensato.
Sarà che non ne ho mai tanto capito il significato, sarà che ha un po’ a che fare con l’orrido e l’orribile, che è lontano dai miei valori a livello di contenuto, fatto sta che non l’abbiamo mai festeggiato.
A dirla tutta non l’avremmo fatto neanche quest’anno, se non fosse che l’invito è arrivato da Giorgia, l’amica del cuore di Sveva. Avevo fatto un po’ finta di nulla quando le sere della settimana scorsa Sveva mi accennava alla cosa, finché giovedì sera la Mamma di Giorgia ci invita ufficialmente via messaggio al tradizionale “dolcetto o scherzetto” per le strade del paese. Come rifiutare? Mi concentro sul lato divertente della cosa, almeno per me e, sicuramente, per le mie bambine: pensare al travestimento. Abbiamo un solo giorno prima della festa, e con i miei orari di lavoro non ho tempo di andare in città a scegliere e acquistare una mascherina per l’occasione. Così la mattina dopo, venerdì, appena parto da casa, chiamo una delle aziende con le quali ho a che fare per lavoro lanciando l’allarme: “mi servirebbero urgentemente e in giornata due gonne da strega, riusciamo?”.
Se c’è un piccolo vantaggio in questo lavoro è che certamente un’ “emergenza” come questa sarà gestita in tempi record.
Non è il periodo ideale, dato che sono tutti concentrati nella progettazione della collezione primaverile e dunque molto di corsa, ma con un po’ di tulle nero e un elastico in vita saremmo già stati a metà dell’opera. E poi c’erano 100 km di tempo prima del mio arrivo!!!
Infatti al mio arrivo a Verona le gonne erano già pronte e molto d’effetto. Perciò è bastato metterle in macchina e non pensarci più fino a… ieri!!!! Eh sì, perché una volta tanto una festa che cade di sabato viene comoda anche a me!!!! Alleluja.
Anche questo mi ha convinta ad accettare l’invito. Devo sempre rinunciare ai piccoli eventi delle mie bimbe che vengono organizzati nei giorni infrasettimanali, come ad esempio i compleanni, perché con i miei orari proprio non riesco a tornare in tempo per accompagnarle. Quindi questo sabato 31 ottobre 2015 è diventato anche una bella occasione per fare qualcosa di diverso con le bambine.
Erano molto emozionate e divertite nell’indossare le loro belle gonne nere e i cappellini da strega comprate la sera prima sulla via del ritorno da Verona. Chiodino in pelle e borsetta di raso viola per raccogliere i dolcetti e le mie streghette rock erano pronte!!! In effetti il giro che abbiamo fatto con le altre mamme per il “trick or treat” è stato divertente. Non abbiamo suonato i campanelli ma siamo andati nei negozietti e nelle attività alimentari di Sabbioneta e devo dire che gli Adulti erano tutti piacevolmente pronti con caramelle e cioccolatini e hanno regalato belle soddisfazioni ai bimbi. Da parte loro i bambini hanno trasformato con la loro innocenza e la loro allegria questa festa, per me ripeto un po’ poco sentita, in un divertente Carnevale d’Autunno.
E così, come è giusto che sia, cercando di realizzare un desiderio delle bambine, sono riuscita per una volta ad andare oltre ai miei gusti per accontentarle. E la giornata si è rivelata piacevole anche per me (anche se è stata un’impresa rincorrere le due scatenate per le vie del paese).
È una cosa difficile a volte distaccarci da ciò che piace a noi e far affiorare liberi i gusti dei nostri figli. Questo succede quando scegliamo per loro (o con loro) uno sport, una lettura, uno stile alimentare, un gioco, un modo di vestire. Ovviamente è inevitabile farlo, finchè sono così piccoli i genitori cercano di fare del loro meglio, cercano di scegliere la cosa più giusta e più attinente al proprio modo di essere. Ma i figli sono altro da noi. E quest’anno, ad Halloween, per la prima volta me ne sono resa conto davvero.

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Chiara