Arance di Natale

A R A N C E…
Il primo Natale in questa casa è stato anche il primo Natale di Sveva e il primo della nostra Famiglia.
Dicembre 2011. Ero a casa in maternità e avevo un sacco di tempo libero… e qui a Sabbioneta, a parte lunghe passeggiate in mezzo al niente, non c’era molto da fare.
Pensare al Natale era un diversivo entusiasmante. E io non vedevo l’ora di creare l’atmosfera natalizia nella nostra nuova casetta, un po’ come si vede nei film, soprattutto quelli americani.
Così ho comprato una cassetta di arance da essiccare nel forno per fare gli addobbi del nostro albero. Credevo fosse un’attività semplice, un po’ come fare le patate al rosmarino, invece non finivo più di arrostire arance, Sveva aveva solo 5 mesi e giustamente proprio quel pomeriggio né dormì, né volle sapere di stare nella sua sdraietta. Infornavo una teglia dopo l’altra con lei in braccio, mi saró bruciata una per volta tutte le dita, ho maledetto le arance e a turno tutti i frutti del mondo. E anche le mie idee originali: comprare due palline no???
Ma la cucina, e più in generale tutta la casa, sapevano di arancia caramellata quel pomeriggio. Un profumo insistente, ma che mi piaceva, così dolce che sapeva di buono. Ci volle il suo tempo anche per raffreddare tutte le fette e forarle per infilarci lo spago con cui appenderle ai rami dell’albero… Ma alla fine il risultato fu d’effetto.
E c’è una cosa da dire, resistono ancora quelle fette, forse perché le ho quasi carbonizzate e distrutto così ogni processo organico e vitale… Ma quando apro le scatole degli addobbi si sente ancora quell’aroma di arancia, profumo dolce che sa di buono, scivola nei miei ricordi, li risveglia leggero.
La mente torna al 2011, al mio primo Natale da Mamma, alla mia piccola Sveva. Torna a Dicembre 2012, quando le arance per la prima volta le ha appese lei, in attesa che arrivasse, proprio poco prima del 25, sua sorella Emma. Torna a tutti i Natali successivi, fino a questo che le vede insieme addobbare l’albero – senza palline – ma con le arance arrostite della Mamma. Che oltretutto sono infrangibili e possono anche cadere. E resistono al tempo. E profumano ancora.
Come spero profumino sempre i nostri Natali, di amore e di arancia, di famiglia e ricordi, perché in fondo la magia vera del Natale è proprio questa: ci raccoglie lì, intorno ad un albero, ci fa fermare e ricordare che ciò che conta è ciò che siamo: una Famiglia. Con le sue piccole grandi storie, i suoi ricordi da creare e tramandare, e perché no, con una fetta d’arancia che ad annusarla si sente l’Amore.

 

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Chiara